01 – Le Origini Del Paese

Roberto Monasterio

Le origini del paese si fanno risalire alla storica “Koukoulon” citata in età romana, ma dalle testimonianze archeologiche provenienti dalla zona a valle del paese, nelle località Casale e Triana, si deduce che il territorio era frequentato già in epoca protostorica.
L’ orografia del sito, pur non conservando tracce di fortificazioni arcaiche, fa pensare ad  una occupazione assai antica, avvalorata dal ritrovamento di oggetti dell’età del Ferro.
Gli studiosi hanno a lungo discusso sulla identificazione e sulla posizione dell’antica città  di “Cuculum”,  ma sembra ormai certo che si tratti di un abitato posto nel territorio della Cocullo attuale.

Situata in territorio peligno, nell’alta valle del fiume Sagittario, l’antica Cocullo appare nella storia propriamente detta nel periodo preromano: numerosi bronzetti votivi rappresentanti Ercole e  una vasta necropoli  con tombe a fossa (IV – I sec. a.C.) indicano  la presenza di un “pagus” (villaggio) ben organizzato.
D’altronde sappiamo dallo storico Strabone del I sec. a.C., che la “città di Koukoulon” si trovava vicino al percorso della repubblicana Via Valeria, strada consolare che collegava Roma alla costa adriatica.
Una stretta fenditura nei pressi dell’attuale frazione di Casale veniva forse utilizzata come via di passaggio verso sud, in alternativa alle Gole del Sagittario.
In età augustea la città rientra nella IV regio. Strutture edilizie del periodo imperiale  furono individuate nel secolo scorso nelle stesse zone interessate dai ritrovamenti di epoca più antica, segno di una continuità di vita del primitivo villaggio. Tale ipotesi risulta ancor più avvalorata dal riutilizzo di alcuni pezzi antichi negli edifici del vicino Casale. L’abitato antico fu abbandonato probabilmente tra l’età tardoantica e l’alto medioevo e venne costruito più in alto, nel sito attuale, per motivi strategici. Infatti i grandi rivolgimenti storici, le invasioni e una generale decadenza economica rendevano necessario un luogo più difendibile, dove potesse trovare rifugio anche la popolazione del contado.
L’insediamento medievale venne fortificato nel XII secolo e tuttora si possono riconoscere notevoli resti del borgo più antico nei pressi della torre.

Cocullo venne compresa nella Diocesi Valvense, nata intorno al V secolo nella zona sulmonese, ma gravitò fin dal medioevo, da un punto di vista amministrativo, nell’area della Marsica.
Il paese seguì gli eventi storici del territorio: dapprima fece parte della Contea dei Marsi, istituita già in periodo longobardo, quindi della Contea di Celano, assegnata dagli Aragona ad Antonio Piccolomini nel 1463. Nel 1591 tutta la Contea fu venduta a Donna Camilla Peretti che, per motivi economici, usufruì in minima parte e per breve tempo dei benefici del feudo. Nei due secoli seguenti si avvicendarono  le famiglie Peretti, Savelli, Cesarini, Cesarini-Sforza, Barberini, Colonna, Giustiniani, Bodavilla ed altre. Nel 1806, con l’abolizione dei feudi da parte di Giuseppe Bonaparte, il territorio fu frazionato tra i vari eredi.

Federico Pini

Situato nella valle del Rio Pezzana, affluente del Sagittario, Cocullo sorge a m. 900 circa sul livello del mare, in una zona che, fin dai secoli passati ed anche ai giorni nostri, è stata attribuita ora alla Marsica ora alla Valle Peligna. Caratterizzato da una posizione arroccata, ben riconoscibile dal viadotto autostradale, Cocullo a partire dal Medioevo  si è andato espandendo sfruttando il pendio della collina. È infatti facilmente  riconoscibile, specialmente con una veduta dall’alto, il suo nucleo più antico, nato e sviluppato insieme  alla fortificazione di cui faceva parte l’imponente torre quadrata. In particolare l’andamento perimetrale di alcune strade, le porte urbiche e i numerosi passaggi coperti rendono  leggibile il  primitivo nucleo, arroccato intorno alla torre e al palazzo baronale e certamente fortificato; alcuni degli edifici situati lungo la linea fortificata conservano ancora il loro carattere “difensivo” e le aperture verso la valle.

Ileana Cafarelli

Il borgo cocullese meriterebbe uno studio approfondito da un punto di vista architettonico ed artistico, ma per il turista occasionale è comunque assai piacevole camminare senza meta tra le strade e le viuzze minori passando sotto ad archi vetusti e trovandosi sotto la torre  o di fronte ad una splendida fontana.
L’itinerario può ricalcare, in linea generale, il percorso della processione di San Domenico che si perpetua ogni anno il 1° maggio, discostandosene quando edifici o monumenti notevoli necessitano una deviazione.

santuario di San Domenico

Il centro della festa religiosa è il Santuario di San Domenico che sorge sul sito precedentemente occupato da una chiesa più antica e più piccola, dedicata a Sant’Egidio, della quale resta uno splendido portale settecentesco riccamente decorato che funge da entrata laterale. Questo portale è arricchito da una bella porta di legno intagliato.

santuario di San Domenico, portale

La facciata, la cupola e il campanile sono stati costruiti nei primi decenni del XX secolo; l’interno, a navata unica, è stato restaurato ed affrescato nel corso del secolo, mentre più antico  è il pulpito ligneo riccamente intagliato.

santuario di San Domenico, interno

Molto importante per il culto è la Cappella di San Domenico, dove è custodita la statua del santo, posta davanti ad una piccola grotta scavata nella roccia dove i fedeli raccolgono la terra benedetta per usi rituali. Sulla sinistra della cappella c’è una campanella che viene tirata con i denti dai fedeli a scopo antiodontalgico. La chiesa custodiva anche tre croci professionali d’argento del XV secolo, di arte sulmonese, numerosi reliquiari e varie suppellettili sacre, rubate alcuni anni fa.

cappella di San Domenico

Di fianco alla chiesa  c’è la casa Marano, un bel palazzo signorile con finestre e  portali  originali, arricchiti da sobrie decorazioni floreali.

casa Marano
casa Marano, retro
casa Marano, iscrizione

Per ammirare altri notevoli esempi di architettura privata si può percorrere la Rua Santa, lungo il lato destro della Chiesa di San Domenico: tra bei portali con rilievi  a tema vegetale e floreale si giunge a Porta Renovata, piccolo passaggio coperto recentemente restaurato, che si affaccia sulla valle.

Rua Santa
Rua Santa, vecchio forno
porta Renovata
porta Renovata

Dalla chiesa si sale lungo via Porta Ruggeri; sul lato sinistro del santuario si trova un piccolo edificio con  porta ad arco e due parapetti laterali, tipica struttura delle botteghe medievali e rinascimentali. Al di sopra dell’arco è visibile, anche se assai rovinato, un bassorilievo di stile barocco, rappresentante due amorini che sorreggono uno stemma, contornati da girali floreali.

via Porta Ruggeri
via Porta Ruggeri
via Porta Ruggeri, bottega medievale
via Porta Ruggeri, bassorilievo in stile barocco
via Porta Ruggeri, edificio laterale e belvedere

Il retro di questo piccolo edificio, che conserva parte della muratura antica e resti frammentari dei portali e delle finestre, è visibile da Via Rua del Sacco: la strada, in discesa verso la valle come le altre vie  meridionali del paese, ha mantenuto il suo aspetto originario; tra gli edifici storici è notevole la casa Squarcia, palazzetto signorile settecentesco recentemente ristrutturato.

via Rua del Sacco, casa Squarcia

Porta Ruggeri, che prende il nome da una  famiglia di conti celanesi che tenne il feudo di Cocullo, ha un arcone esterno che conserva le mensole d’imposta e uno dei piedritti; da notare che parte delle murature interne, coperte da una volta a botte, poggiano direttamente sulla roccia del colle.

porta Ruggeri

Prima di attraversare la porta c’è un vicolo che sale ripido sulla sinistra verso il rione San Nicola: inseriti nelle murature medievali  si intravedono gli edifici del borgo fortificato, molti dei quali con gli ambienti e le decorazioni originarie. Inserito nella muratura a sinistra della Porta Ruggeri c’è un bel portale del XVI secolo con mensole intagliate.

via Porta Ruggeri, portone
via Porta Ruggeri, portone
via Rione San Nicola

Immediatamente dopo la porta, ci si addentra nel vero e proprio nucleo fortificato. A destra numerose stradine scendono verso la valle, spesso incorniciate da passaggi coperti ad arco, come la Via Arco S. Orsola.

Via Arco Sant’Orsola

Su entrambi i lati della strada imponenti edifici, forse parte dell’originario palazzo baronale. Da notare una notevole bifora quattrocentesca all’ultimo piano di un palazzo di Via Porta Ruggeri.

bifora del XV sec.
feritoia, in alto al centro

La strada prosegue in salita, inoltrandosi all’interno di  una delle zone più antiche del paese, come denotano le caratteristiche architettoniche dei palazzi: resti notevoli di archi, passaggi e stradine interne e bellissimi esempi di portali decorati restano a testimonianza di un passato che ha straordinariamente conservato l’antico tessuto urbano.

via Porta Ruggeri

Prima di superare Porta di Manno, a sinistra, si trova il vero e proprio cuore del paese antico: Rione San Nicola. Il nome deriva dalla chiesa dedicata appunto a San Nicola, distrutta dal terremoto del 1915 e mai restaurata, ricordata già nei documenti del XIV secolo. Dell’edificio rimangono scarsi resti sotto la torre: è ben riconoscibile la facciata più antica, con coronamento orizzontale e lesene angolari, il portale rettangolare sormontato da una lunetta con un frammento di affresco rappresentante una Madonna col Bambino e i resti di iscrizione, un piccolo rosone. Sono evidenti alcuni interventi dei secoli posteriori, tra i quali l’apertura di varie finestre e l’aggiunta di un portale decorato.                                                                                                                       Da notare, sopra il rosone, una piccola pietra con uno stemma, ricordato a Cocullo come lo stemma del leggendario duca Sarchia: costui avrebbe esercitato su tutte le fanciulle maritate del paese lo “jus primae noctis”, secondo il quale il duca aveva il diritto di passare la prima notte di nozze con la giovane sposa; la leggenda racconta che il duca, preso con l’inganno, fu ucciso dagli abitanti.

resti della chiesa di San Nicola, a sinistra
stemma del Duca Sarchia
resti dell’altare della chiesa di San Nicola
rione San Nicola
rione San Nicola, vecchie prigioni
rione San Nicola, vecchie prigioni
rione San Nicola, belvedere

La torre è senza dubbio l’elemento architettonico più conservato e più importante di tutto il borgo fortificato, databile al XII secolo: sorta nel punto più alto del paese (per rispondere ad esigenze difensive e di avvistamento), è a base quadrata e costruita in grossi blocchi di pietra squadrati; la parte superiore mostra ancora alcuni  beccatelli aggettanti, più conservati nei lati retrostanti e segno di una parte superiore sporgente all’esterno. Le aperture maggiori sui lati vennero create per alloggiare le campane quando la torre, perse le sue caratteristiche di fortilizio, venne utilizzata come campanile della attigua chiesa di San Nicola.

torre del XII° secolo, Eleonora Risio

Gran parte degli edifici del Rione conservano murature e strutture originarie, talvolta riutilizzate o riadattate con interventi posteriori, ma sempre facilmente riconducibili all’impianto del borgo fortificato. In particolare nelle immediate vicinanze della torre non è difficile pensare ad edifici che costituivano il vero e proprio palazzo baronale.
Scrutando attentamente tra i muri delle case dei vicoli limitrofi scopriamo portali e finestre molto antiche, alcune delle quali decorate in maniera peculiare. Porta di Manno è l’unica ad arco ogivale che conserva, oltre alle mensole di imposta e a parte dei piedritti originali, un grosso cardine interno in pietra.

porta di Manno

Oltrepassata Via Porta di Manno si giunge a Piazza Aracella: da qui è possibile ammirare il lato più conservato della torre, sul quale fu poi apposto l’orologio.

torre con orologio, restaurato nel 2017

Dalla piazza scende una strada più larga delle altre, Via Orto Magliocco, con notevoli esempi di architettura privata.

via Orto Magliocco

Sul lato settentrionale della piazza  un edificio ristrutturato mantiene ancora, oltre ad una bella finestra con stipiti intagliati, la sua strutturazione originaria con archi e piccole scale interne; molto particolare la rampa di accesso ad una porta ormai nascosta, in grosse lastre di pietra grezza, lisciata dal tempo.

Percorrendo Via Aracella e Via San Domenico fino alla Piazza  Madonna delle Grazie, si possono osservare edifici elegantemente decorati nei portali e nelle finestre o  arricchiti da particolari insoliti, come l’epigrafe soprastante il portale di Via Aracella n. 4, corredato da uno stemma il cui elemento centrale fu riportato anche sulla lapide superiore.

via Aracella, epigrafe
via Aracella, portone
via Aracella, strada laterale

Continuando si giunge alla piazza principale del paese, dove sorge la chiesa della Madonna delle Grazie, dalla quale la stessa prende il nome.
L’impianto più antico dell’edificio risale al XIII secolo e fu nei  secoli successivi modificato, soprattutto nell’interno. Non è chiaro se la stessa chiesa fosse precedentemente dedicata a San Panfilo. La facciata è a coronamento orizzontale, ripartita  da cornici sporgenti. Il portale rettangolare è sormontato da una lunetta ad arco acuto (entro la quale rimangono  labili tracce di affresco) e, nel secondo ordine, da un  piccolo rosone. La parte inferiore presenta un piccolo zoccolo sporgente in pietra. L’architrave è arricchito da una rappresentazione a rilievo dell’Agnus Dei; una delle mensole laterali e il lato sinistro dell’arco conservano decorazioni antropomorfe. Le lesene sporgenti ai lati del portale furono sormontate nel XVI secolo da due statue entro edicole rettangolari. Sul lato destro un bel  portale rettangolare reca la data 1552 ed una piccola scultura zoomorfa sopra l’architrave.

piazza Madonna delle Grazie, Daniele Risio
chiesa della Madonna delle Grazie, Daniele Risio

L’interno, a navata unica, è scandito in senso  longitudinale da grossi archi a sesto ribassato. L’arredo della chiesa è settecentesco ma rimangono notevoli resti di affreschi del XVI secolo lungo il lato destro. In particolare sulla destra dell’entrata sono stati recentemente riportati alla luce e restaurati una “Crocifissione” ed una “Deposizione”. Ma l’affresco  più  importante dal punto di vista iconografico è quello situato accanto all’entrata laterale, rappresentante un trittico in cui compaiono S. Antonio e Maria Maddalena ai lati di S. Amico; dai documenti sappiamo che nel XIV secolo esisteva a Cocullo una chiesa dedicata a questo Santo, ma purtroppo non ci sono elementi utili per localizzarla.
Oltre alla bella acquasantiera  all’entrata laterale, la chiesa custodiva due leoni in pietra che dovevano originariamente decorare la facciata o un pulpito. Purtroppo sono stati rubati alcuni anni fa insieme ai due quadri che decoravano gli altari laterali, rappresentanti S. Anna e la Madonna di Pompei.

chiesa della Madonna delle Grazie, interno
chiesa della Madonna delle Grazie, Crocifissione
chiesa della Madonna delle Grazie, Deposizione
chiesa della Madonna delle Grazie, Trittico

Da Piazza Madonna delle Grazie è possibile ridiscendere al Santuario percorrendo Via San Domenico o Via Aralizza. Entrambe le strade presentano interessanti caratteristiche architettoniche e fronti di edifici che testimoniano un’intensa stratificazione storica. Da Via San Domenico si scorge, inserita in un muro moderno, una epigrafe del XVI secolo di difficile lettura, con un calice inciso al centro.

via San Domenico
via San Domenico, strada laterale
via San Domenico, epigrafe

Nei pressi del Santuario è situata la fontana medievale,  raggiungibile percorrendo Via della Fonte.

fonte medievale

La fonte, ben conservata e scarsamente modificata nella sua struttura originaria, presenta un fronte a tre archi acuti; i parapetti sono in parte mancanti per l’asportazione dei blocchi;  la parte superiore è rifinita da una cornice modanata e,  all’estremità destra, si conserva un blocco con uno stemma a rilievo.
L’interno della fonte è suddiviso secondo la ripartizione degli archi in tre parti;  la copertura delle tre vaschette è in pietre lavorate a falsa volta.

fonte medievale

Anche i dintorni di Cocullo offrono piacevoli spunti per entrare in contatto con la natura e conoscere nuovi ambienti come Fonte Canale, un lungo fontanile a circa 800 m. da Piazza Madonna Delle Grazie. La fonte è molto semplice, decorata solo da un rilievo a tema vegetale.
Molto suggestivo è il luogo, immediatamente sotto il Monte Curro.

fonte Canale
fonte Canale, rilievo

A sud di Cocullo, si trova la frazione Casale, piccolo borgo che ha mantenuto le sue caratteristiche architettoniche e la sua natura agro-pastorale.
Nei pressi dell’abitato sono stati scoperti in passato resti di edifici di età romana e una necropoli con tombe in lastre di pietra.

01 – Origins Of The Town

Roberto Monasterio

The origins of the town can be traced back to ancient “Koukoulon”, which was cited in documents from the Roman era, but archaeological evidence found just south of the town, in Casale and Triana, indicates that people inhabited the area as early as the protohistoric period. Although the orography of the site shows no indication of ancient fortifications, it suggests the presence of a very ancient settlement, a conclusion supported by the discovery of Iron Age artefacts in the area. Scholars have long debated the identity and location of the ancient city of Cuculum, but there is now little doubt that it was a settlement located on the site occupied by present-day Cocullo.

Ancient Cocullo was situated in the high valley of the Sagittario River, in territory controlled by the Peligni, the Italic peoples who inhabited the nearby Peligna Valley. The first historical evidence of this community dates from pre-Roman times; it consists of numerous bronze votive statuettes of Hercules and a vast burial site containing trench tombs (dating from the 4th to the 1st century BC), and indicates the presence of a well-organized pagus (village). We also know from the Greek historian Strabo, who lived in the 1st century BC, that “the city of Koukoulon” was located near the Via Valeria, a consular road built during the republican period that linked Rome to the Adriatic coast. A narrow fissure in the vicinity of the present-day village of Casale may have served as an alternative route south for those wishing to avoid passing through steep-sided gorges known as the Gole del Sagittario. During the reign of Augustus, the city was part of the territorial division known as Regio IV. In the last century, traces of buildings from the imperial period were uncovered in areas where evidence of earlier settlements had also been found, suggesting that life had continued without interruption from the time of the original village. This hypothesis is supported by the fact that some ancient materials were “recycled” in buildings in nearby Casale. The ancient settlement was probably abandoned between late antiquity and the high middle ages, and a new one built on higher ground, at its current location, for strategic reasons. Political upheavals, barbarian invasions, and general economic decline made it necessary to move to a more easily defended location that could provide refuge to the population of the entire area. This medieval settlement was fortified in the 12th century, and significant remnants of the oldest part of the town can still be seen near the tower.

Cocullo was initially included in the diocese of Valva, established around the 5th century in the nearby city of Sulmona, but in the medieval period it gravitated, for administrative purposes, into the orbit of the Marsica region. The town’s administrative status continued to change over time. It became part of the feudal territory (contea) of the Marsi, created during the period of Longobard rule; then it was transferred to the contea of Celano, which the Aragonese rulers assigned to Antonio Piccolomini in 1463. In 1591, the entire territory was sold to Donna Camilla Peretti, who held it only a short time and profited little from its ownership. In the two centuries that followed, the territory was ruled by a series of families, including the Peretti, Savelli, Cesarini, Cesarini-Sforza, Barberini, Colonna, Giustiniani and Bodavilla. In 1806, when Joseph Bonaparte abolished the feudal form of land ownership, the property was divided among the various heirs.

Federico Pini

Cocullo is located about 900 m above sea level in the valley of the Rio Pezzana, a stream that flows into the Sagittario River. It is part of an area that over the centuries was considered sometimes part of the Marsica region, sometimes part of the Peligna Valley. From its elevated position, Cocullo has, since medieval times, spread in all directions along the sides of the hill. It is clearly visible from the motorway viaduct, which crosses the valley just below the town. The central and oldest part of the town is easy to spot, especially from a high vantage point. It is coeval with and grew alongside the fortifications, of which the most imposing feature is the square medieval tower. The original fortified nucleus, which is clustered around the tower and the baronial palace, can be identified by the streets that line its perimeter, by the gates that give access to its interior, and by its many covered passageways. Some of the buildings along the outside of the fortified centre have retained their defensive appearance and contain openings that look out onto the valley.

Ileana Cafarelli

Those with a knowledge of art and architecture will find much to interest them in Cocullo, but even the casual tourist will have an enjoyable time strolling along the streets and alleyways and under the ancient archways, stopping now and then to admire the impressive tower or an elegant fountain. A walk through town could roughly follow the route taken for the procession on May 1, the Feast of San Domenico, with the occasional detour to look at a building or monument worthy of interest.

church of San Domenico

The heart of the religious festival is the Church of San Domenico, which was built on the site of an older, smaller church dedicated to Saint Egidio. All that remains of the older building is a richly decorated 18th century portal that now serves as a side entrance; it is fitted with a beautifully carved wooden door.

church of San Domenico – side portal

The façade, the cupola and the bell tower were built in the first decades of the 20th century. The single-nave interior was restored and decorated with frescoes in the decades that followed; the richly carved wooden pulpit is quite a bit older.

church of San Domenico – interior

The side chapel dedicated to San Domenico, which houses the statue of the saint, plays a key role in the religious festival. At the back of the chapel is a small cavity in the rock; there, the faithful can gather up earth that has been blessed, then take it home with them for use in worship. On the wall to the left of the chapel hangs a small bell that they can pull with their teeth to ward off toothaches. The church used to possess three large silver crosses, crafted in Sulmona in the 15th century, as well as numerous reliquaries and other sacred objects; regrettably, all were stolen some years ago.

San Domenico chapel

Next to the church is the Marano house, an elegant upper-class residence that still has its original doors and windows, all decorated with simple floral designs.

Marano house
Marano house – rear
Marano house – inscription

Other interesting examples of private architecture can be seen along the Rua Santa, a narrow street that runs downhill along the right side of the church, where one can admire doorways decorated with carvings of plant and floral motifs. At the end of the Rua Santa is Porta Renovata, a small covered passageway that was recently restored and looks out onto the valley.

Rua Santa
Rua Santa – site of old communal oven
porta Renovata
porta Renovata

If instead of going downhill we go uphill from the Church of San Domenico, we can turn right and go up Via Porta Ruggeri, a street that rises until it is level with the cupola of the church. At the top of the street, to the left of the church, is a small building with an arched doorway and two side parapets, features typical of medieval and Renaissance-era shops. Above the doorway are barely discernible traces of a bas-relief in the baroque style, depicting two cupids holding up a coat of arms and surrounded by a swirling floral design.

via Porta Ruggeri
via Porta Ruggeri
via Porta Ruggeri, medieval shop
via Porta Ruggeri, bas-relief in the baroque style
via Porta Ruggeri, building and lookout

The back of this small building, which retains part of the ancient wall as well as traces of the original doorways and windows, can be seen from Rua del Sacco. This street, like all other streets at the south end of town, winds down the slope in the direction of the valley. It has retained its original character and is lined with many old buildings, including the Squarcia house, a small, stylish upper-class residence built in the 18th century and recently restored.

via Rua del Sacco, Squarcia house

Porta Ruggeri takes its name from a family of counts in Celano who held Cocullo as part of their feudal territory. The high outside arch of this passageway still has its imposts and one of its piers. Part of the interior walls, which have a vaulted ceiling, are built directly onto the rock of the hillside.

porta Ruggeri

Immediately before the passageway, on the left, is a narrow alley that climbs steeply up toward the Rione San Nicola. The alley is lined with dwellings that were built directly into the medieval walls and were part of the fortified centre. Many are in their original state and display the original decorations. Embedded in the wall to the left of Porta Ruggeri is a beautiful 16th century portal with carved imposts.

portal on via Porta Ruggeri
portal on via Porta Ruggeri
via Rione San Nicola

After going through Porta Ruggeri, we find ourselves in the heart of the fortified nucleus. On the right, several narrow side streets lead down toward the valley; some are framed by long archways, like Via Arco Sant’Orsola.

Sant’Orsola archway
loophole (across from the archway, in the middle)

On either side of the street rise imposing buildings that may have been part of the original baronial palace. An impressive feature is the 15th century mullioned window located on the top floor of one such building.

mullioned window – 15th century

Via Porta Ruggeri continues uphill, winding through one of the oldest parts of town. Here the buildings display interesting architectural features – remnants of arches, internal passageways and alleyways, and beautifully decorated portals – that serve as reminders of a past during which the town enjoyed a richly textured urban life.

via Porta Ruggeri

At the top of the street, just before the Porta di Manno gate, we see on the left Rione San Nicola, the district that constituted the heart of the ancient town. It is named after the former church of San Nicola, for which there are records dating back to the 14th century. The church was destroyed in the 1915 earthquake and was never restored. What little remains of the building is at the foot of the tower. The remnants include the original façade, with its horizontal roof line and side pilasters; a rectangular doorway surmounted by a lunette displaying the remnants of a fresco of the Virgin and Child, and fragments of an inscription; and a small rose window. Some features, such as the sculpted portal and window openings on the left, were added later. Above the rose window is a small stone with the carving of a coat of arms; in Cocullo, this is believed to have been the coat of arms of the duca Sarchia, a nobleman of legend who is said to have exercised the jus primae noctis on the newlywed girls of the town. Legend has it that the town’s inhabitants laid an ambush for the infamous duke and murdered him.

remains of the church of San Nicola (left)
coat of arms of Duke Sarchia
remains of the altar of San Nicola
rione San Nicola
rione San Nicola – ancient prisons
rione San Nicola – ancient prisons
rione San Nicola – lookout

The tower, which dates to the 12th century, is no doubt the best preserved and most important architectural element of the entire fortified centre. Erected at the highest point in town (for defensive and observation purposes), it is square in cross-section and built of large, squared blocks of stone. At the top of the structure there is still some corbelling, mostly on the sides facing away from the church, suggesting the presence of a projecting upper level. The large side openings were created to accommodate the church bells when the tower, no longer required for defensive purposes, began serving as the bell tower for the adjoining church of San Nicola.

tower – 12th century (Eleonora Risio)

Many of the buildings in the area retain their original masonry and structure, sometimes recycled or repurposed during successive renovations, but always easily traceable to the fortified nucleus. It is quite likely that some of the buildings in the immediate vicinity of the tower were part of the baronial palace. If we look carefully at the walls of the houses in the nearby alleyways, we discover some very old doorways and windows, some with unusual ornamentation. Porta di Manno is the only gate to feature a pointed arch, retains not only its original imposts and piers, but also a large internal hinge made of stone.

porta di Manno

Once through Porta di Manno, we arrive at Piazza Aracella, a square from which we can admire the best-preserved side of the tower, on which the clock was later installed.

medieval tower with clock (restored in 2017)

Leading down from the square is Via Orto Magliocco, a street somewhat larger than the others on which there are notable examples of private architecture.

via Orto Magliocco

On the north side of the square is a renovated building that has retained its original structure, including arches, small interior steps, and a beautiful window with a carved frame. A peculiar feature is ramp (leading to a door no longer visible) made of large, rough stone slabs made smooth over time.

As we walk along Via Aracella and Via San Domenico in the direction of Piazza Madonna delle Grazie, we can observe buildings with elegantly decorated portals and windows or with curious ornamental features, such as the epigraph above the doorway of No. 4 on Via Aracella, which is decorated with a coat of arms whose central heart-shaped motif is reproduced in the plaque immediately above it.

epigraph on via Aracella
doorway on via Aracella
side street off via Aracella

If we continue our walk, we arrive at the town’s main square, which takes its name from the Church of the Madonna delle Grazie (Our Lady of Grace), located just opposite. The original building dates from the 13th century, but considerable modifications were subsequently made, especially to its interior. The church may previously have been dedicated to Saint Panfilo, but this is not clear. The flat-roofed façade is divided into three horizontal sections by projecting cornices. The rectangular portal is surmounted by a lunette with a pointed arch (on which faint traces of a fresco are still visible) and, in the middle section, by a small rose window. The portal rests on a small protruding stone socle. The architrave is decorated with an agnus dei sculpture in relief; one of the side corbels and the left side of the arch are ornamented with anthropomorphic carvings. The pilasters on either side of the portal are topped by statues set inside rectangular niches; these are 16th century additions. On the right side of the church, toward the back, is an attractive rectangular portal bearing the date 1552, with a small animal sculpture above the architrave.

square of the Madonna delle Grazie (Daniele Risio)
church of the Madonna delle Grazie (Daniele Risio)

The single-nave interior features large segmental arches that break up the vertical space. The church décor is from the 18th century, but there are significant remnants of 16th century frescoes on the right side. Especially noteworthy are those located to the right of the entrance, which were uncovered only recently and have been restored. They depict the crucifixion and deposition of Christ. However, the fresco that presents the greatest iconographic interest is the one located next to the side entrance; it is arranged as a triptych, and portrays Saint Amico flanked by Saint Anthony and Mary Magdalene. The records tell us that in the 14th century there was a church in Cocullo dedicated to Saint Amico, but unfortunately there is no evidence to indicate its location. Next to the side entrance is an attractive holy-water font. Once there were also two stone lions, which originally must have decorated the façade or a pulpit. Regrettably, these were stolen some years ago, along with a painting of Saint Anne and one of the Madonna of Pompeii that decorated the side altars.

church of the Madonna delle Grazie – interior
church of the Madonna delle Grazie – Crucifixion
church of the Madonna delle Grazie – Deposition
church of the Madonna delle Grazie – Tryptich

From the Piazza Madonna delle Grazie, we can make our way back to the Church of San Domenico by taking either Via San Domenico or Via Aralizza. Both streets have interesting architectural features, and building fronts that show clear evidence of intensive stratification over time. On Via San Domenico, a 16th century epigraph has been set into a modern wall; in the centre is the outline of a chalice, and at the sides an inscription that is difficult to decipher.

via San Domenico
side street off via San Domenico
via San Domenico – epigraph

Not far from the Church of San Domenico is the medieval fountain, which is reached by taking Via della Fonte.

medieval fountain

The fountain is well preserved, with its original structure almost intact. It has three pointed arches at the front, but only one of the parapets remains, the others having had some of the stone blocks removed. The top is decorated with a moulded cornice, and at the extreme right is a stone with a coat of arms carved in relief. The inside of the fountain is divided into three sections that correspond to the three arches. The top of each section is made of stone using a false vault construction.

medieval fountain

On the outskirts of Cocullo are various pleasant spots where one can enjoy the natural surroundings and discover additional features of interest, such as the Fonte Canale, a long watering trough located just above the town, about 800 metres from Piazza Madonna delle Grazie. It is of simple design, ornamented only by a carving with a plant motif just above the spout. The fountain is beautifully situated at the foot of Mount Curro.

fonte Canale
fonte Canale – relief

Just south of Cocullo is Casale, a village administered by Cocullo that has retained its architectural charm and continues to rely on an agricultural and pastoral economy. Remnants of Roman buildings have been discovered in its vicinity, as well as a necropolis with tombs made of stone slabs.