Mostra Permanente

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Dal 2004 è stata allestita all’interno del palazzo comunale la mostra multimediale relativa aller varie fasi del rito. Essa illustra i momenti più significativi della festa, sia quelli religiosi sia quelli riguardanti la tradizione dei Serpari ed il loro contatto con pellegrini e visitatori. Tra i momenti salienti presenti nei vari “quadri” particolare risalto viene dato ai riti religiosi che si svolgono all’interno o sulla soglia del santuario (suono della companella con i denti; raccolta della terra “benedetta”; momento della vestizione della statua del santo con le serpi); la processione per le vie del paese con la statua del santo; l’arrivo delle compagnie dei pellegrini; i volti della grande folla presente nella piazza; i Serpari con le serpi raccolte.

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Oltre alla mostra, chi visita il museo potrà approfondire altri riti che si svolgono nel resto della regione, grazie all’ampia documentazione di cui il Centro è dotato. Al piano superiore del museo è stata allestita una mostra erpetologica, con tre “teche” all’interno delle quali è stato ricostruito l‘habitat naturale nel quale vivono le serpi. Per chi volesse, i componenti il Comitato Scientifico del Centro sono a disposizioni per tenere lezioni e per informare i visitatori. Oltre al museo è possibile anche visitare il parco eolico situato sulla montagna che circonda il paese.

Ilcentrostudi

L’esposizione si articola in vari ambienti allestiti in previsione di un ulteriore spazio che ospiterà un archivio multimediale. Lì saranno riprodotti, catalogati e presentati, come è ripetuto anche nel testo della mostra, tutti i documenti conosciuti riguardanti la festa e il culto di San Domenico. Alla mostra, che periodicamente potrà mutare i suoi temi espositivi, è dunque affidato il compito di isolare qualche problema posto dalla realtà contemporanea dell’evento rituale; all’archivio saranno invece affidati percorsi organici di approfondimento storico e antropologico in molteplici direzioni (società, economia, territorio, cultura, religione, ecc.).

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La separazione tra un momento di più immediata lettura (la mostra) e un momento di riflessione analitica (l’archivio) non dipende solo da ragioni pratiche, relative allo spazio disponibile e alla necessità di prevedere percorsi proporzionati alle diverse esigenze dei visitatori. Dipende soprattutto dalla specificità del bene culturale considerato. Come ogni rito, anche la festa di Cocullo è il risultato di un complesso dinamismo culturale tra passato e presente, fra tradizione e modernità. Si ripete di anno in anno attraverso comportamenti formalizzati che richiamano il passato, ma è nel presente e nella prospettiva del futuro che ieri come oggi tali comportamenti trovano ragion d’essere. La festa di Cocullo ha preso forma in un mondo contadino e pastorale in cui era una delle feste del paese. Oggi che quel mondo è considerato scomparso, è diventata la festa del paese, anzi Cocullo è diventato il paese della festa. Con il tramonto della vita agrario-pastorale, una sua ricorrenza devozionale locale, anziché seguire la stessa sorte, si è trasformata in appuntamento di eco internazionale. Il territorio di Cocullo è oggi dagli estranei identificato con questa festa. E la comunità locale ormai con questa festa si identifica quasi totalmente e vi cerca tutto il suo passato e tutto il suo avvenire.

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Area 1: il 1° maggio \ Area 2: simboli su simboli \ Area 3: sacro e profano

Area 4: destinatari \ Area 5: il sacro e il Santo, San Domenico eroe della sintesi

Area 6: il racconto del rito – il paese della festa

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Giorni e orari di apertura:

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Gli orari e i giorni di apertura potranno variare sensibilmente in base alla disponibilità del personale.
per info e visite:
tel: +393486411999

 

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